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Visualizza articolo: Serbia/ Governo: salari pubblici congelati altrimenti è 'rovina'

Belgrado, (Apcom-Nuova Europa) 19 Gennaio 2010

- I salari pubblici resteranno bloccati per tutto il 2010 al fine di non far 'cadere in rovina' l'economia serba. Questi i duri termini scelti dal ministro dell'Economia serbo, Mladan Dinkinc, che ha respinto pubblicamente l'annuncio arrivato nei giorni scorsi da parte della Compagnia elettrica nazionale (Eps) di assecondare la richiesta di aumento salariale da parte dei propri dipendenti in sciopero. "Mi chiedo perché questo incremento dovrebbe coinvolgere i soli lavoratori Eps e non medici, poliziotti e militari" ha sostenuto Dinkic, dichiarandosi "certo che il governo non ha fatto emergere la Serbia da una delle crisi più grandi, per poi commettere il suicidio di incrementare i salari nel settore pubblico".

La Serbia ha chiuso l'anno nero 2009 in recessione, con un deficit di bilancio statale 'lievitato' al 4,5% del Pil con il dinaro serbo che ha toccato il suo valore più basso rispetto all'euro al 2009, attestandosi a quota 97,46 dinari per 1 euro. Per far fronte alla crisi economica, Belgrado ha ottenuto un credito di 3 miliardi di euro da parte del Fondo monetario internazionale (Fmi), di cui ha incassato, ad oggi, circa 1,2 miliardi. Ma la politica di spesa del governo serbo resta sotto 'stretta osservazione' da parte del Fmi e proprio all'insegna dello stretto rigore richiesto da Washington, è stata emendata di recente la legge Finanziaria che include il congelamento dei salari pubblici per il 2010, ribadito dal ministro Dinkinc.

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