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Bologna 2000 - Ansò 04 Gennaio 2010
Per il Sindaco e il Presidente del Consiglio le misure anticrisi non sono una priorità e si possono discutere anche dopo le feste natalizie. È questo il motivo per cui la maggioranza ha rifiutato di mettere in discussione un odg contenente un decalogo di misure per sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi economica di numerose aziende a dalla conseguente perdita di reddito per molte famiglie finalesi.
In un territorio come quello di Finale Emilia che non ha saputo negli anni costruire opportunità di sviluppo produttivo e occupazionale la crisi di importanti aziende (Klarius, Create, Titan solo per citare i più significativi) rischia di avere conseguenze gravissime per numerose famiglie.
Dopo un 2009 di provvedimenti Soragni a grande effetto mediatico ma sostanzialmente inefficaci ad aggredire una crisi sempre più preoccupante, ribadiamo la necessità di politiche economiche e sociali non attraverso spot pubblicitari ma di carattere strutturale, che puntino a ridistribuire ricchezze a partire da coloro che stanno subendo la crisi.
Al di là dei proclami del Sindaco il bilancio preventivo 2010 è povero di risorse per i lavoratori colpiti dalla crisi, e non rifinanzia nemmeno quei pochi interventi erogati nel 2009 ed insufficienti per affrontare la crisi.
Abbiamo perciò presentato al Sindaco il decalogo di misure anticrisi già proposte per l’anno 2009 e nella preparazione del bilancio 2010 ma mai discusse all’interno della maggioranza dalla quale, dunque, siamo usciti. Misure che si ispirano a provvedimenti proposti dalla Provincia di Modena e adottati in molti Comuni modenesi ma non a Finale Emilia, dove si sono preferite le misure spot del Sindaco, utili per una campagna elettorale ma non per risolvere i problemi dei finalesi.
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