|
Ansa.it 30 Dicembre 2009
ROMA - Non si arresta l'emorragia di posti di lavoro nelle grandi aziende, quelle con più di 500 dipendenti. La conferma arriva dall'Istat: a ottobre l'occupazione è diminuita dell'1,9% rispetto a un anno fa, mentre è rimasta stabile su base mensile. Il calo diventa un crollo se si prendono in considerazione solo le grandi aziende dell'industria: nel settore si sono persi il 3,7% degli occupati, il dato peggiore dal 2002.
Va lievemente meglio nelle grandi imprese dei servizi: il calo su base annua è stato dello 0,9%. Timido segno più, invece, rispetto a settembre 2009: +0,1%. Ancora alto, aggiunge l'Istat, il ricorso alla cassa integrazione guadagni: nelle aziende di grandi dimensioni ogni mille ore lavorate ce ne sono state 38,2 di cig, addirittura 22,4 ore in più rispetto a ottobre di un anno fa. I tecnici dell'Istituto di statistica segnalano dunque come, al di là dei 'segni meno' ancora significativi, si riscontri una "stabilizzazione negli ultimi mesi della situazione occupazionale nelle grande aziende" e una progressiva "inversione dell'effetto della cassa integrazione, il cui ricorso registra una leggera diminuzione negli ultimi mesi".
In ogni caso, se si prende in considerazione il periodo gennaio-ottobre 2009, il calo rispetto allo stesso periodo del 2008 è ancora consistente: -1,4% per il totale delle grandi imprese (-4% al netto della cassa integrazione guadagni), con rispettivamente un -2,7% per l'industria (-8,6% al netto della cig) e -0,8% per i servizi (-1,4% al netto cig). Per quanto riguarda le grandi industrie, i cali più pesanti hanno riguardato la farmaceutica, i computer e l'elettronica, gli articoli in gomma oltre a macchinari e attrezzature. Per quanto riguarda la cassa integrazione, inoltre, l'Istituto di statistica sottolinea come nelle grandi fabbriche se ne sia fatto ricorso per 94 ore ogni mille, in aumento di 54,3 ore ogni mille rispetto a ottobre 2008.
Nella grandi aziende dei servizi, invece, a ottobre le ore di Cig utilizzate sono state 6,9 ogni mille ore lavorate, con un aumento di 5,3 ore rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. In calo anche il numero di ore lavorate complessivamente: -0,6 rispetto a un anno fa. Tra occupazione in calo e meno ore lavorate, dunque, diminuisce complessivamente l' "input di lavoro" delle grandi imprese. A ottobre, oltretutto, nelle aziende di grandi dimensioni sono diminuite dello 0,4% su base mensile anche le retribuzioni (+4,5% rispetto al 2008). Dati, questi, che preoccupano i sindacati. Per Paolo Varesi (Ugl) è necessaria "una nuova politica industriale, anche con incentivi alle imprese, purché orientati al mantenimento dell'occupazione". Più concentrato sul fronte delle garanzie sociali Giorgio Santini (Cisl): "attendiamo l'apertura da parte del ministro Sacconi del tavolo di confronto per realizzare la riforma degli ammortizzatori sociali". Per Fulvio Fammoni (Cgil) bisogna "far ripartire la produzione e lo sviluppo con interventi fiscali e di politica industriale adeguati. E tutto questo - conclude - in Finanziaria non c'é".
|