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Seracittà 31 Dicembre 2009
31/12/2009 "La scelta di Fiat di non presentarsi all'incontro di oggi con il Prefetto di Napoli sul mancato rinnovo del contratto dei 38 lavoratori di Pomigliano e' sconcertante e preoccupante perche' rivela che il Gruppo, insieme ad uno scarso senso di responsabilita', non crede piu' alla fabbrica napoletana come a quella di Termini Imerese". Lo sostiene Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, rimarcando come a questo punto "sia impossibile credere ad un rilancio di Pomigliano o al tentativo piuttosto maldestro di Marchionne di minimizzare la crisi del Gruppo nel Centro-Sud. Il governo prenda atto dei problemi occupazionali e sociali del Mezzogiorno collegati a Fiat convocando al piu' presto il previsto tavolo tecnico perche' quello che e' successo ai 38 lavoratori di Pomigliano puo' accadere in qualsiasi momento a qualsiasi altro dipendente del Gruppo". Per il sindacalista inoltre "la regione Campania non dovrebbe sostenere solo il reddito dei 38 precari di Pomigliano ma anche, attraverso una delibera, aiutare tutti i lavoratori della fabbrica napoletana che hanno perso la propria occupazione".
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