|
ravennza notizie 11 Dicembre 2009
Una situazione economica che resta difficile, dove se anche ci sarà una lenta ripresa, sarà difficile recuperare i posti di lavoro fin qui persi. Nel tradizionale incontro natalizio con la stampa, Confindustria Ravenna fa il punto sull'andamento economico, preferendo però concentrarsi sulle iniziative messe in atto e programmate per recuperare competitività.
Sull'andamento della crisi, gli industriali dividono il territorio nelle tre aree tradizionali: Ravenna 'tiene' meglio nonostante il forte rallentamento dei traffici portuali, Faenza e Lugo risentono maggiormente del trend negativo della metalmeccanica e del lavoro in contoterzi, soprattutto per le case automobilistiche.
Resta il calo della produzione industriale che a livello nazionale si attesta sul 20% - come spiega il direttore generale Marco Chimenti - mentre le previsioni di crescita per il prossimo anno parlano di un +5%. Così Confindustria lancia nuovi servizi (come quello relativo al credito e al rilancio delle imprese che chiedono un supporto), punta sull'internazionalizzazione (Kazakhstan e Libia in primo piano) e sul Tecnopolo per l'energia. Il Progetto ravenna2030 offre chiavi d lettura medio termine di assoluto rilievo e il traguardo dei 700 associati rappresenta un rtecord storico per via Barbiani. Ma il presidente Giovanni Tampieri chiede un maggiore impegno anche alla Pubblica amministrazione: meno burocrazia e più progettualità. Il leader degli industriali torna a ribadire che con il 'no' al rigassificatore "si è persa una grande occasione", mentre il progetto Paer per produrre energia da biomasse, "o si farà in provincia di Ravenna o in Ungheria assieme all'Enel locale".
All'incontro hanno partecuipato i vicepresidenti Andrea Farina, Paolo Zama, Tomaso Tarozzi, Guido Ottolenghi, Giovanni Poggiali
|