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Visualizza articolo: Termini Imerese: gli operai proseguono l'occupazione del Municipio. Alla Lasme di Melfi 173 licenziamenti

Tiscali Notizie 19 Novembre 2009

Hanno trascorso la notte nell'aula consiliare gli operai della Fiat di Termini Imerese (Palermo) che da mercoledì mattina occupano il Municipio. I lavoratori, che sono nuovamente in cassa integrazione, protestano contro il piano dell'azienda che prevede la "riconversione" dello stabilimento siciliano e lo spostamento in Polonia dell'unica vettura attualmente in produzione, la Lancia Ypsilon.Protesta avanti ad oltranza - I sindacati, che hanno chiesto un incontro con il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola oggi in Sicilia, hanno annunciato che la protesta andrà avanti ad oltranza e minacciano lo sciopero generale nel comprensorio.La trattativa - I dipendenti della Fiat di Termini Imerese sono 1370, circa 800 quelli occupati nelle aziende terziarizzate e nell'indotto. Il Governatore Raffaele Lombardo ieri ha fatto sapere che l'azienda si impegnata a portare, al tavolo di verifica con la Presidenza del Consiglio previsto per il 21 dicembre, un piano industriale che prevede il rilancio dello stabilimento.Riunione dei sindaci - Intanto una riunione di tutti i sindaci del comprensorio è in programma a mezzogiorno nel Municipio occupato da mercoledì dagli operai. All'incontro sono attesi i sindaci di Termini Imerese, Cerda, Collesano, Caccamo, Campofelice di Roccella, Sciara e Trabia, Alia, Aliminusa, Baucina, Casteldaccia, Ciminna, Montemaggiore Belsito, Roccapalumba, Sclafani Bagni, Ventimiglia di Sicilia.Lasme annuncia 173 licenziamenti - Prepotenti i segni della crisi anche in Basilicata. La Lasme, azienda dell'indotto Fiat di Melfi (Potenza) specializzata nella produzione di alzacristalli elettrici e moduli porta, ha deciso di licenziare "tutti" i 173 dipendenti dopo che l'assemblea dei lavoratori, ieri, ha respinto una "proposta definitiva" per il riutilizzo di 82 di loro raggiunta in una riunione al Ministero dello Sviluppo economico, a Roma. Lo ha comunicato il presidente del gruppo Lames, Nicola Pellegri, in una lettera al prefetto di Potenza, al Presidente della giunta regionale e al presidente di Confindustria Basilicata.Proposta bocciata dagli operai - La vertenza della Lasme è cominciata l'estate scorsa, quando l'azienda decise di collocare in mobilità il personale a causa della crisi, dei cali delle vendite (meno 35 per cento rispetto al 2008) e dei "costi di struttura". Le proteste dei lavoratori e le successive trattative hanno portato, lunedì scorso, ad una proposta che, secondo l'azienda "andava valutata nella sua interezza e nel suo complesso, al fine di risultare compatibile rispetto alle finalità perseguite dalle parti". L'assemblea dei lavoratori l'ha bocciata, approvando invece un documento della Fiom che prevede il mantenimento a Melfi di alcune produzioni, la cassa integrazione straordinaria per due anni per tutti i dipendenti e la sua erogazione anticipata.

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