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Ticino News 09 novembre 2009
Per l'Unione sindacale svizzera (USS) i salari minimi devono essere fissati nella Costituzione. I delegati, riuniti oggi a Berna in assemblea, hanno approvato all'unanimità, salvo una astensione, il lancio di un'iniziativa per raggiungere questo obiettivo. Il testo dettagliato sarà elaborato nei prossimi mesi da un gruppo di esperti.
Secondo la proposta del direttivo dell'USS, approvata dai partecipanti, l'iniziativa deve prima di tutto incoraggiare contratti collettivi con retribuzioni minime. In via sussidiaria, dove ciò non è possibile, deve essere previsto un salario minimo generale.
Dopo l'odierno sì di principio, adesso un gruppo di esperti è stato incaricato di elaborare il testo dettagliato. Il suo rapporto sarà sottoposto alla prossima assemblea dei delegati in programma il 17 maggio del 2010 o, se i lavori richiederanno più tempo, al congresso dell'USS tra un anno.
In Svizzera, circa 400'000 persone (la maggior parte donne) guadagnano attualmente meno di 3500 franchi per 13 volte l'anno, precisa l'organizzazione sindacale. Nel corso dei dibattiti, l'idea dell'iniziativa è stata sostenuta perché nei settori che conoscono questi bassi salari è quasi impossibile fare progressi attraverso i contratti.
L'idea di un salario minimo non è nuova. Iniziative in questo senso sono già state lanciate in vari cantoni romandi e in Ticino. A livello federale anche il sindacato Unia sta lavorando in questo senso. Il 21 novembre i suoi delegati prenderanno una decisione di principio su un progetto in tal senso, ha precisato il suo portavoce Hans Hartmann.
Il Partito socialista (PS) in ottobre si è espresso in favore di un'iniziativa per un salario minimo a 3500 franchi. Alcuni non hanno apprezzato la fretta socialista e non sono mancate tensioni. "Condividiamo gli stessi obiettivi. Non partiremo in ordine sparso", sottolinea il portavoce del PS Jean-Yves Gentil.
Attualmente si tengono colloqui informali con i socialisti, ha precisato dal canto suo Ewald Ackermann, portavoce dell'USS. Prossimamente sono in programma trattative ufficiali.
I delegati sindacali si sono occupati anche della difficile situazione congiunturale. Hanno adottato una risoluzione per una lotta più efficace contro la crisi e lo smantellamento sociale. Il testo esige aumenti salariali dall'1,5 al 2,5% e aiuti per far fronte all'esplosione dei premi dell'assicurazione malattia.
Chiede anche maggiori investimenti pubblici, l'offerta di formazione continua e un aumento del numero di giorni d'indennità di disoccupazione.
Il padronato ha prontamente reagito alla decisione sindacale. All'Unione svizzera degli imprenditori (USI) non piace l'idea di un salario minimo per legge. Fissare dei limiti è controproducente, mette in guardia il suo direttore Thomas Daum. Se i salari sono troppo alti per alcune imprese certi lavoratori diventerebbero impagabili. In questo modo sparirebbero posti di lavoro.
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