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Visualizza articolo: Allarme salari, in frenata anche nel 2010

Rassegna.it 04 Novembre 2009

Dopo il “drammatico rallentamento” del 2008, nuova battuta d’arresto quest’anno nella crescita globale dei salari, e anche per i prossimi dodici mesi le previsioni non sono buone. Nonostante i primi segnali di una possibile ripresa, dunque, l’onda lunga della crisi continua a far sentire i propri effetti. A lanciare l’allarme questa volta è l’agenzia dell’Onu per il lavoro, l’Ilo, che ha aggiornato il proprio dossier Global Wage Report con i nuovi dati. Il continuo deteriorarsi dei salari, sostiene Manuela Tomei che dirige il programma dell’Ilo sulle condizioni di lavoro ed è la principale autrice dello studio, “pone una serie d’interrogativi sulla reale entità della ripresa economica, specialmente se i governi interrompono troppo presto i piani di rilancio. La deflazione dei salari priva le economie nazionali della domanda necessaria e incide negativamente sulla fiducia”.

I DATI. Nonostante alcuni indicatori economici suggeriscano l’inizio della ripresa economica, stando all’aggiornamento del Global Wage Report “la situazione dei salari è destinata a peggiorare nel 2009”. Lo studio evidenzia infatti un calo generalizzato dei salari reali mensili, spesso causato dal crollo delle ore lavorative. Su un campione di 53 paesi per i quali ci sono dati disponibili, precisa poi il dossier, l'importo in busta paga continua a frenare: nel 2007 la crescita fu del 4,3 per cento, l’anno successivo dell’1,4. Tra i dieci paesi del G-20 si passa mediamente dal più 1 per cento del 2007 al meno 0,2 dell'anno scorso.

SALARIO MINIMO. Su 86 paesi monitorati, incluse le principali economie come Stati Uniti, Russia, Giappone e il Brasile, circa la metà ha aumentato i salari minimi a un ritmo superiore al tasso d’inflazione. “Un importante strumento politico per la protezione sociale”, riprende Tomei, sempre che sia affiancato da altre misure di sostegno del reddito e di riduzione delle tasse. A suo giudizio, infatti, “i salari minimi, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva rappresentano gli strumenti per evitare le spirali deflattive dei salari e il loro impatto negativo sulla società”.

‘PATTO GLOBALE’. Gli aggiornamenti del rapporto globale sui salari saranno al tavolo del consiglio di amministrazione dell’Ilo, che si terrà a Ginevra dal 5 al 20 novembre, insieme alla richiesta di attuare il ‘Patto globale per l’occupazione’ adottato a giugno nel corso della conferenza internazionale del lavoro. Un documento in cui l’Ilo chiede misure sia per sostenere l’occupazione sia per evitare “le conseguenze nefaste di una spirale deflazionistica dei salari e il deterioramento delle condizioni di lavoro”.

NON TAGLIARE SUL COSTO DEL LAVORO. Nel futuro, ristabilire il legame tra la crescita della produttività e gli aumenti salariali sarà essenziale per la sostenibilità economica e sociale. "Le imprese - conclude il rapporto - dovrebbero inseguire la competitività attraverso l’aumento della produttività piuttosto che tagliando i costi del lavoro, e i lavoratori dovrebbero avere una posizione adeguata nella contrattazione per poter difendere i propri salari”. È questo il primo passo “nel lungo percorso verso la riduzione delle disuguaglianze”.

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