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Bresciaoggi.it 24 Ottobre 2009
Brescia. La povertà è in crescita costante e la crisi economica attuale non ha ancora scatenato tutti i suoi effetti negativi su redditi e difficoltà delle persone. L'allarme è emerso ieri dal convegno su Povertà e servizi sociali che si è tenuto nella Rsa «La residenza» di via dei Mille per iniziativa del Comune e della Fondaziona Ibis.
I NUMERI di questa crisi li ha dati Luca Pesenti dell'Osservatorio regionale sulla povertà e l'esclusione: nel 2006, negli enti non profit lombardi, ci sono stati 300mila assistiti, nel 2007 sono cresciuti a 315mila, nel 2008 (è la stima, i dati non sono ancora definitivi) sono arrivati a quota 340mila. Un terzo di questi sono in povertà assoluta, che non significa che non hanno da mangiare ma non riescono a condurre una vita che si possa definire «dignitosa».
In maggioranza sono stranieri, ma soprattutto molte sono le donne, i due terzi del totale. I motivi della povertà sono il reddito scarso, la salute, la perdita del lavoro, le separazioni e divorzi. In provincia di Brescia, rispetto al dato lombardo (che a sua volta, è un po' meglio di quello nazionale), nel 2007 gli assistiti dai 128 enti non profit censiti sono stati 24.543, il 2 percento della popolazione residente. «Come osservatorio siamo nati da poco, nel pieno del caos della crisi - ha ricordato Pesenti -. La nostra impressione è che gli effetti della crisi non si siano ancora fatti sentire appieno».
LA POVERTÀ NON È SOLO una dimensione economica, riguarda la salute, l'accesso all'istruzione, il tempo a disposizione per poter fruire di servizi e il sistema di relazioni che si ha. Sono questioni che si intersecano ma che danno anche un'accezione più piena al concetto di povertà. Ieri, su questo, si è insistito parecchio.
I dati della povertà in Lombardia fanno il paio con quelli dati dall'assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione. Nel 2008 i contributi «a valutazione sociale» erogati dal Comune sono stati 2milioni 800mila euro e hanno riguardato 1905 famiglie (45%con minori, 27%di soli adulti, 28%di anziani). Nei primi 9 mesi del 2009 i contributi erogati sono già 2milioni 400mila euro circa. fatti i dovuti confronti, si tratta di un aumento di oltre il 13 percento.
IN CRESCITA anche il numero di famiglie coinvolte, che nei primi nove mesi del 2009 sono già 2082, oltre il 9 percento in più rispetto a tutto il 2008. Numeri che rendono bene l'idea del disagio e delle difficoltà. da qui, secondo Maione, la necessità di indirizzare l'azione dell'assessorato all'aspetto preventivo e della coesione sociale da un lato e alla necessità di coinvolgimento dell'associazionismo dall'altro. E della necessaria rete di rapporti con le associazioni ha parlato ieri in apertura anche la consigliere regionale Margherita Peroni.
Tra gli ospiti di ieri, oltre ai saluti iniziali del presidente della Fondazione bresciana iniziative sociali Angelo Gipponi, anche la dirigente dell'Inps Lombardia Emanuela Zambataro e il docente di Metodologia del servizio sociale Franco Vernò.
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