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ROMA Agenzia Dire 23 Ottobre 2009
- Ci sono i lavoratori del pubblico impiego, quelli della sanità, i vigili del fuoco, gli operatori dei 118 ma, soprattutto, ci sono gli insegnanti. A Roma, questa mattina, il corteo dei sindacati di base indetto in occasione dello sciopero generale dei lavoratori proclamato dalle sigle sindacali Cobas, Rdb Cub, Sdl. Il cordone di manifestanti attravera Roma partendo da piazza della Repubblica per poi approdare a piazza San Giovanni, mentre nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste ("Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari") davanti alla "casa" del ministro Mariastella Gelmini.
"Un anno fa abbiamo fatto una manifestazione e uno sciopero più o meno in una data simile a quella di oggi- ricorda Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola- avevamo lanciato uno slogan 'Noi la crisi non la paghiamo' che era bellissimo ma che è rimasto tragicamente tale. La crisi non l'hanno pagata i banchieri che l'hanno generata, ma i precari e i lavoratori. In molti hanno perso il posto, soprattutto nella scuola dove 60 mila tra insegnanti e Ata sono rimasti fuori per via dei tagli, mentre altri 30-35 mila non rientreranno neppure nelle supplenze. Con questa manifestazione chiediamo il blocco dei licenziamenti per tutti i settori, la cancellazione dei tagli sulla scuola, un reddito minimo per chi non ha lavoro, l'aumento di salari e pensioni".
Unificare le lotte per non pagare la crisi, è questo lo slogan che apre il corteo romano firmato dal Patto di base. Oltre alle bandiere dei sindacati sventolano anche quelle del Coordinamento precari scuola e quelle dell'Unione degli studenti. La componente scolastica è, infatti, quella più numerosa.
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