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Programmazione.it 19 ottobre 2009
Anche il colosso dei mainframe IBM ha ovviamente risentito della recente crisi economica. Nell'ultimo periodo, infatti, l'azienda ha accusato una perdita del 26% del reddito, in questo settore. Nonostante ciò, a sentire il CFO Mark Loughridge, vige comunque un clima di ottimismo.
Un ritorno alla stabilità è infatti auspicato col prossimo rilascio del chip Power7, naturale successore del Power6. Tante sono le novità e i vantaggi che ci si aspetta dalla nuova architettura: un maggior supporto alle macchine virtuali — che potranno essere 1000, rispetto alle precedenti 254 — processori che passano da 2 a 8 core e funzionalità atte a facilitare l'upgrade, come PowerVM Live Partition Mobility, che permette di mantenere attivo il sistema anche durante le operazioni di trasferimento. La nuova piattaforma potrà essere utilizzata per centralizzare le operazioni di un data center, o all'interno di un sistema ibrido.
Si dovrebbe conservare la compatibilità, già di Power6, con AIX, Linux e System i. A livello tecnico, è interessante notare gli sviluppi riguardanti la gestione della memoria: infatti, l'intento è quello di modificare il modo di indirizzamento e l'hardware della page table, per arrivare a creare un sistema di memoria globale condiviso nel supporto ai cluster. Questo permetterà agli scienziati di programmare i cluster come se fossero in un sistema singolo, senza l'uso del message passing, il quale potrebbe apparire maggiormente ostico.
L'uscita, secondo la consuetudine che vede IBM rilasciare un mainframe ogni triennio, dovrebbe essere prevista - problemi con l'antitrust permettendo - per la fine dell'anno prossimo, dato che lo z10 è stato rilasciato nel febbraio del 2008. Lo sviluppo è finanziato dalla DARPA, all'interno del più vasto High Productivity Computing Systems project (HPCS), che coinvolge altri nomi illustri, come Sun Microsystems, HP e Cray.
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