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Tiscali Notizie 08 Ottobre 2009
"Operaio é bello". Con questo slogan la Cgil rilancia con forza le richieste di istituire immediatamente una task force a Palazzo Chigi per il periodo della crisi e di sospendere i licenziamenti, salvaguardando l'apparato produttivo. Propone, quindi, una cabina di regia presso il ministero dello Sviluppo economico: non solo per monitorare la situazione, ma anche per prevenire le crisi aziendali.Nel documento presentato oggi al convegno organizzato sulla politica industriale, l'organizzazione avanza una serie di proposte per "uscire dalla crisi e guardare al futuro". "Il governo - ha detto il segretario confederale, Susanna Camusso - ha fatto una politica di accompagnamento e non di contrasto alla crisi. La quale non lascerà tutto come prima della tempesta. Si illudono coloro che credono che basti aspettare". La convinzione della Cgil è che le scelte che andranno fatte per il medio e lungo periodo non potranno non associarsi ad una "autentica rivoluzione: la promozione e la valorizzazione del lavoro nell'industria".Il sindacato torna a chiedere di allungare le settimane di cassa integrazione ordinaria da 52 a 104, di garantire la cig straordinaria senza la previsione di esuberi strutturali, di estendere il ricorso ai contratti di solidarietà, tutelando i precari, di aumentare i massimali per chi è in cig, di prolungare l'indennità di disoccupazione ordinaria. Inoltre, sarebbe urgente una riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni per stimolare la fiducia e favorire la ripresa economica. Fra le imprese possibili, la messa in sicurezza di scuole, ospedali, completamento di reti infrastrutturali sono gli ambiti d'intervento su cui orientare le risorse da rendere disponibili anche con un allentamento del patto di stabilità per i comuni.Le richieste di cassa integrazione sono tornate a crescere a settembre e questo "non è certo un segnale della fine della crisi", si legge ancora nel documento Cgil "per uscire dalla crisi e guardare al futuro serve una politica industriale" che ricorda, sulla base dei dati Inps dei giorni scorsi, come la cig a settembre sia cresciuta rispetto allo stesso mese dell'anno scorso del 437%. "Nel mese di settembre c'é poco di normalità - afferma la Cgil - essendo il corso mensile della cig più alto degli ultimi 12 mesi". Rispetto ad agosto 2009 l'aumento è del 95,3% mentre la cig maturata sino a settembre 2009 è di 622 milioni di ore ed è aumentata rispetto ai primi 9 mesi del 2008 del 331%. La Cgil sottolinea come a settembre siano aumentate le richieste di cassa integrazione ordinaria (+548%), "un segnale evidente che a settembre 2009, dopo la pausa estiva, l'attività produttiva non è ripresa, anzi, il livello di utilizzazione della cigo fa registrare il livello più alto degli ultimi 12 mesi".La Cgil suggerisce come risolvere il problema Mezzogiorno, una questione nazionale: bisogna intervenire con scelte appropriate a partire dai grandi squilibri territoriali dello sviluppo. La produzione di energie alternative non è l'unico campo di applicazione, ma tutti i settori vanno investiti da questa trasformazione. Dunque, la necessità di incentivi che siano, però, strutturali: il credito d'imposta automatico per una politica di sostegno diretto alle innovazioni industriali che derivano da sinergie tra università e imprenditorialità privata; un sistema stabile di detassazione degli utili reinvestiti. Il sindacato chiede di ridurre il prelievo fiscale diretto e indiretto a partire dalle accise sulle bollette, rivedendo alcuni oneri che andranno trasferiti alla fiscalità generale. L'accordo separato sulla contrattazione è un ostacolo, si sta dimostrando "uno strumento inadeguato per la crescita della produttività", per la Cgil secondo cui "serve un nuovo protagonismo della contrattazione". Così come servono nuove relazioni industriali.
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