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Visualizza articolo: Forlani, Dopo La Crisi Occupazione Nei Servizi e Nella Sanità

Roma, (Labitalia) 05 Ottobre 2009

- “Avremmo nei prossimi anni un fenomeno di cosiddetta terziarizzazione, cioè di uscita dal manifatturiero per entrare nei grandi comparti dei servizi fatti di commercio, logistica, servizi alle persone, sanitario e altri, che producono molti posti di lavoro facilmente accessibili in termini di competenze. In più abbiamo uno stock di mestieri, tra cui l'artigianato, che in Italia non si fanno più e che, invece, andrebbero rivalutati”. Lo ha affermato Natale Forlani, presidente e ad di Italia Lavoro (Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali), intervenendo a ‘Uno Mattina’. E a proposito del lavoro femminile, che appare il meno colpito dalla crisi, Forlani ha spiegato che “per le donne è più facile cambiare lavoro: sono più abituate alla flessibilità in quanto storicamente impegnate a lavorare anche in famiglia e in settori dove la flessibilità è più alta”. Insomma, il “fenomeno dell’aumento del tasso di lavoro femminile anche durante la crisi - ha detto l’esperto - è un fenomeno collegato a questo”. Più problemi invece per gli over 50. “Quelli più vicini alla pensione - ha ricordato Forlani - hanno un problema oggettivo che va affrontato, mentre gli over 40 tenuto conto che il 70% della domanda di lavoro riguarda lavori esecutivi, sono persone che hanno una predisposizione alla mobilità e al sacrificio più alta degli altri. Sembra incredibile ma noi troviamo meno difficoltà a ricollocare gli over 40 che gli altri più giovani”. “I programmi per la cassa integrazione e per l’occupazione - ha proseguito Forlani - sono quelli varati con l’accordo tra Stato e Regioni, che ha messo a disposizione per il sostegno al reddito delle persone che perdono il lavoro, in aggiunta a quelle che hanno già la cassa integrazione l'indennità di mobilità, cioè il tradizionale sostegno al reddito, circa 8 miliardi di euro in due anni”. “Il primo intervento - ha aggiunto Forlani - è stato quello di generalizzare in tutte le regioni la capacità di coprire con queste risorse, nei vari settori, le domande di imprese e lavoratori che hanno una crisi molto forte in termine di caduta di produzione. Il secondo è legato al fatto che, nel frattempo ci sarà una profonda trasformazione e quindi, per le persone coinvolte, bisogna fare in modo che si intercetti la domanda disponibile”. Non solo. Occorre che “si incentivino con risorse adeguate le imprese che assumono e in terzo luogo si aggiornino le competenze in maniera molto personalizzata delle persone coinvolte dalla crisi. Per l’adeguamento delle competenze è stata messa a disposizione una rete di oltre 400 sportelli nei centri per l’impiego e risorse personalizzate. Questa rete - ha concluso - la stiamo potenziando e ha già mobilitato interventi per oltre 160.000 persone”.

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