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Bluerating 02 Ottobre 2009
Altro che rallentare, la perdita di posti di lavoro negli Stati Uniti torna a settembre a crescere, con i nonfarm payrolls (posti di lavoro non agricoli, ndr) che calano di 263 mila unità (consensus: 167 mila posti di lavoro persi), facendo balzare il tasso ufficiale di disoccupazione al 9,8%, vale a dire al massimo degli ultimi 26 anni (ma secondo altri metri che tengono conto anche dei lavoratori scoraggiati che non ricercano attivamente lavoro o di quelli che hanno solo un impiego part-time, la disoccupazione sarebbe ormai pari al 17%, contro il 16,8% di agosto). La crisi che qualcuno dava troppo presto per finita continua dunque a mordere e dal dicembre 2007 quando è ufficialmente iniziata ha già mandato a casa 7,2 milioni di lavoratori americani, portando il numero di disoccupati a salire di altri 214 mila unità a 15,1 milioni complessivi.
Di questi, tra l’altro, ben 5,4 milioni, pari al 35,6% dei disoccupati, sono senza lavoro da oltre 6 mesi. Parimenti il tasso di partecipazione al lavoro è crollato al 65,2% della popolazione attiva.
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