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Visualizza articolo: Deflazione Glaciale: una nuova era!

Trend Online 21 Settembre 2009

" Ho letto in giro che qualcuno vorrebbe detrarre il rimborso in denaro ricevuto per le rottamazioni, dal prezzo di vendita delle auto, per abbassare cosi il deflattore del PIL e quindi contribuire ad aumentare artificilmente il numero del PIL stesso in termini reali. Nessuna sorpresa, il trucco istituzionale è vecchio, non resta che mentire."

Quel qualcuno era semplicemente il Bureau of Economic Analysis e la notizia, se confermata, non dovrebbe poi essere in fondo una sorpresa. Non è la prima volta che scopriamo che le istituzioni americane cambiano le regole o le carte in tavola solo e quando queste regole aiutano a creare artificialmente una sensazione diversa dalla realtà.

Che si tratti di contabilità, piuttosto che di inflazione, del tasso di risparmio americano, piuttosto che dei redditi, non è una novità che si cerchi di inserire metodi di rilevamento che possano migliorare la comprensione dei cicli economici.

Peccato che spesso queste revisioni avvengano sempre a senso unico; sarebbe interessante comprendere per quale motivo ad oggi, il BLS U.S. Bureau of Labor Statistics non abbia ancora provveduto a modificare il demenziale modello statistico che va sotto il nome di Ces Net Birth/Death, che da ormai oltre due anni continua ad aggiungere al dato ufficiale nuova occupazione immaginaria.

John Mauldin nel suo ultimo lavoro pubblicato in Thoughts from the Frontline (Oslo: FRO.OL - notizie) conferma questa ipotesi, ovvero che la BEA stia cercando di creare artificialmente nuova deflazione, attraverso una demenziale sottrazione del prezzo degli incentivi dal prezzo finale di vendita delle auto.

John definisce scandalosa la possibile "manipolazione" del deflattore americano, che non mancherà di avvere effetti rilevanti sul nuovo dato del PIL in uscita per il terzo trimestre, io invece la considero semplice routine di questi tempi, una sorta di effetto collaterale della disperazione di un sistema che basa la ripresa sul nulla.

Credo sia più interessante notare che spesso sono in pochi a scandalizzarsi per queste manipolazioni istituzionali, per qualsiasi manipolazione sistematica che avviene nei mercati finanziari, mercati ormai votati menzogna dogmatica e assecondato da attori specializzati in illusioni.

It seems the US Bureau of Labor Statistics, in the CPI (NYSE: CPY - notizie) next week, will treat the subsidy received by those 800,000 car buyers who bought a car in the "Cash for Clunkers" program as if the price of a car fell by $4,500. Really? My tax dollars account for nothing?

Certo non è una modifica fastidiosa ma peccato che il CPI serve anche per calcolare gli aumenti dei sussidi di sicurezza sociali e gli interessi che si pagano su TIPS, ovvero sui titoli americani indicizzati all'inflazione. Sono curioso di vedere come reagirà, il decennale americano a questa probabile notizia.

John ci dice che vi sono già abbastanza forze deflazionistiche al mondo senza per questo trovare l'esigenza di crearne altro o forse, aggiungo io, è un sistema come un altro per continuare a stampare denaro da gettare in un buco profondo.

Date un'occhiata a questa lista, il nuovo buco nero della FDIC Failed_Banklist nel fine settimana sono saltate altre due banche, per oltre 2 miliardi di dollari di assets e depositi, direi di medie dimensioni, ma non è tanto questo il punto, piuttosto la dimensione del fenomeno, una sorta di valanga che rischia di oscurare la leggendaria crisi delle Savings & Loan, S&L degli anni novanta, dove fallirono 745 banche.

VALORI, mensile di Banca Etica, riporta la notizia secondo la quale, potrebbero essere almeno 500 e fino a 1000 le banche americane che falliranno di qui al 2011.

" A lanciare l'ennesimo allarme sulle condizioni del sistema bancario statunitense è la KBW Inc (NYSE: KBW - notizie) ., società di consulenza finanziaria di New York. Il suo amministratore delegato, John Duffy, ha infatti spiegato all'agenzia Bloomberg che «dobbiamo aspettarci un considerevole numero di default nei prossimi due anni, e a subire le conseguenze peggiori della nuova ondata di “consolidamento” post-crisi saranno soprattutto gli istituti di credito più piccoli "

" Fino ad ora, i fallimenti bancari registrati negli Usa nel corso del 2009 sono stati 92, ma va considerato che degli 8.200 istituti operativi nel Paese, 416 sono stati considerati «problematici» dalla Federal Deposit Insurance Corp. Essi, infatti, non sono stati in grado di superare i test sulla qualità degli asset, sulla liquidità e sui profitti: si tratta del dato più alto dal 1994. "

Ebbene, come scrive Mauldin, il buco nero della FDIC non è un'esagerazione, ma un realtà che diventerà sempre più evidente nei prossimi mesi.

Chi segue questo viaggio da sempre conosce, Chris Whalen, responsabile di Institutional Risk Analytics (IRA), il suo sito è nei preferiti di Icebergfinanza, forse il miglior servizio di analisi contabile e del rischio finanziaria del sistema americano.

Mentre come abbiamo visto la FDIC ha circa 400 banche nella sua lista nera, l'IRA nella sua lista nera tiene sotto osservazione circa 2.250 banche. Esagera? Certo esageriamo tutti quando non diciamo quello che la gente vorrebbe sentirsi dire, quando non quelli del "fuori dal coro" non assecondiamo il cosidetto " main stream" o pensiero dominante come volete chiamarlo.

Secondo Whalen, circa un migliaio di banche cesseranno l'attività durante la madre di tutte le crisi!

Sino (Xetra: 576550 - notizie) ad ora la media delle perdite è del 25 % contro il fallimento medio del 11 % della Savings & Loan crisi e se solo anche la metà delle banche che potranno fallire consolideranno questa media, le perdite per la FDIC saranno intorno ai 400/500 miliardi di dollari, nel caso peggiore non si supererà gli 800 miliardi.

Certo in fondo che sono 800 miliardi di dollari, un'altra linea di emergenza offerta dal contribuente americano e tutto è risolto, senonchè nella crisi S&L il prestito fu di 15 miliardi e trentanni dopo l' America sta ancora pagando quel prezzo.

Ecco quindi che torniamo alla nostra DEFLAZIONE del CREDITO (BCI.SN - notizie) , nella sostanza un'economia in crescita ha bisogno del credito, se il credito si riduce, l'economia ristagna. Le principali istituzioni finanziarie americane che ricorrono alla ricerca di capitali, gentilmente offerti dai buoni ed ingenui sammaritani che frequentano i mercati finanziari, si troveranno a ridurre che già sta accadendo in America, i prestiti all'economia reale, la quale senza il sostegno della Federal Reserve attraverso i suoi prestiti speciali, vivrebbe una nuova era glaciale. Alcuni continuano a chiamarla per pudore, Grande Recessione!

Tagli al credito al consumo, alle carte di credito, alle linee di credito in generale ed in particolar modo con riferimento ai prestiti commerciali immobiliari, tutte mine che vagano nell'oceano della grande crisi.

Qui sotto un grafico originario dalla Norther Trust di Carl Kasriel, pubblicato da Mauldin, tutte osservazioni già sollevate nella mia ultima analisi, conclusa prima che uscisse questo splendido lavoro di John.

La bomba ad orologeria del settore commerciale immobiliare si suppone anch'essa esagerata, circa 400 miliardi di dollari di svalutazioni potenziali, in fondo tutto si può assorbire per gli ottimisti di maniera.

Se come sembra la FDIC non ha intenzione di richiedere altro denaro al contribuente americano, le banche dovranno pagare il prezzo di questa nuova ondata di crisi, attraverso un aumento delle contribuzioni al fondo di garanzia della FDIC stessa, magari con nuove emissioni obbligazionarie, tanto anelate dal pubblico indistinto con rendimenti in rialzo esponenziale per soddisfare le esigenze del rischio. Per gli amanti dell'inflazione ciò non provocherà inflazione solo perchè il sistema finanziario sarà abbligato a pagare rendimenti più alti ai soliti noti.

Mauldin sottolinea giustamente che nell'analisi in questione non è preso nemmeno in considerazione il problema del sistema bancario ombra, quei veicoli finanziari fuori bilancio oberati dal debito.

Come mi ha suggerito il nostro caro compagno di viaggio Michele Bernasconi della Bernasconi Consult splendido e serio analista tecnico e come mi ha fatto notare anche il nostro Raffaele Mascetra, i volumi che accompagnano questo volo di Alice nel Paese delle Meraviglie dei mercati azionari, sono sostanzialmente anemici, per non dire sospetti. Anche Mauldin sostiene che la cosa è molto strana, il 40 % delle trasnazioni passa dai dead man walking del mercato azionario americano, Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) , Citigroup (NYSE: C - notizie) , Fannie Mae (NYSE: FNM - notizie) & Freddie Mac, una "anomalia" evidenziata anche dalla Reuters!

Alle volte nei misteri, le soluzioni sono più semplici di quello che sembra!

Vi ricordate il famigerato HIGH FREQUENCY TRADING: IL CODICE DA VINCI che abbiamo evidenziato come una sorta di manipolazione dei mercati finanziari, tranquilli abbiamo esagerato anche in questo caso, a tal punto che alcuni senatori americani hanno chiesto la sospensione di questa pratica algoritmica demenziale.

Noi su Icebergfinanza esageriamo sempre a tal punto che la SEC ha annunciato in settimana, l'intenzione di porre un limite o arrestare questi sistemi di trading occulti. Ma ciò non può avvenire troppo presto, prima bisogna permettere a tutti di trovare il giusto compromesso perchè il giochino finisca, in fondo a tutti piace giocare quando il banco invita alla vincita sicura!

E' un po come quando si è scoperto che il mercurio nei vaccini non era una gran cosa e allora si è dato tempo alle scorte di sparire dalla circolazione gradualmente; non si può mica buttare il bambino con i panni, cosi all'improvviso.

Citigroup ha registrato oltre 973 milioni di azioni in un giorno; wow, bentornata nel paese delle meraviglie Citigroup! Mauldin sottolinea che è strano per un istituto finanziario che è finanziariamente disastrato, ma si sa John esagera come tutti noi su Icebergfinanza!

Probabilmente esagerano anche gli insiders, quelli che conoscono ogni segreto delle loro aziende, manager e iimprenditori, che scaricano azioni, vendendole in quantità industriale, mentre i soliti noti continuano a comprare, perchè non si può che salire, perchè lo dice l'analisi tecnica, perchè in fondo per arrivare lassù a quota 1200 di altitudine, non vi è alcun ostacolo tecnico, visto come siamo crollati da lassù, con soluzione di continuità.

CalculatedRisk segnalando l'avvio dell'indagine governativa sulle responsabilità e sull apossibilità di intravvedere la madre di tutte le crisi, una sorta di commissione Pecora, soft riporta le parole di un economista della Fed nel 1999, Michael Prell:

" Per illustrare il carattere speculativo attuale del mercato, vorrei citare un brano dal recente prospetto di una offerta pubblica di vendita: - Non ci aspettiamo di generare entrate sufficienti a raggiungere la redditività e ci aspettiamo di continuare a sostenere perdite almeno nel prossimo futuro. Se non raggiungiamo la redditività, potremmo non essere in grado di continuare- Sulla base di queste prospettive di borsa VA Linux rgistrò il primo giorno di contrattazioni un rialzo del 700 %....non male davvero.

Vi ricordate come scrissi tempo fa, navigando nella storia, di quella società fantasma nella South Sea Bubble, che prometteva a tutti utili fantastici, ma del cui business nessuno conosceva nulla, ebbene conclude Prell, a questo punto, quelle stesse persone hanno abbandonato tutti gli sforzi di analisi fondamentale, per parlare del momentum, come l'unica cosa che conta.

Oggi l'analisi fondamentale nei mercati finanziari è morta, un'optional spesso solo per fuoriclasse, tra cui non mi ci metto certo io.

Esagerano, esagerano, non conoscono le loro aziende e non hanno fiducia nel migliore dei mondi possibili, gli insiders!

Prendetevi una giornata di ferie, non ho ancora finito!

Ai primi di luglio di quest'anno un certo William White, capo economista della BIS ovvero la Banca dei Regolamenti Internazionali, unica istituzione ad aver avvertito seriamente i sintomi della madre di tutte le crisi, specificò come la crescita eccessiva del credito fosse stata alla radice di questa crisi, una visione che molti accademici e analisti, continuano a rifiutare, una evidenza empirica che si ostinano a rifiutare avvolti nel loro retaggio accademico e istituzionale.

Oggi i fautori dell'inflazione dell'ultima ora o addirittura dell'iperinflazione demenziale, dimenticano che l'economia è stata travolta da una nuova era glaciale, la deflazione del credito, che si aggiunge alla deflazione immobiliare, quella dei prezzi e dei valori mobiliari e in particolar modo dei redditi e dei salari, come Icebergfinanza sostiene da ormai oltre due anni.

Certo esageravo quando sostenevo che prima o poi una grande banca sarebbe fallita, esageravo quando sostenevo oltre tre anni fa, che questa era una depressione immobiliare, esageravo quando nel maggio del 2006 scrissi che avremmo avuto una recessione della durata di quasi due anni e probabilmente esagero anche adesso che come una mosca bianca da tempo sussurro che siamo in piena deflazione glaciale.

Consiglio a tutti coloro che parlano di inflazione di rilassarsi, come abbiamo visto nell'analisi dedicata ai lettori di Icebergfinanza che hanno voluto contribuire alla navigazione in questi anni, l'inflazione è un fantasma lontano nel tempo, non infinitamente lontano ma quel tanto che basta per non sentirne a breve il rumore delle catene e i lamenti nelle soffitte dei castelli dell'economia.

Ne approfitto per suggerire a coloro che non hanno ricevuto l'ultima analisi di inviare una mail, perchè alcuni indirizzi sono andati disguidati.

White ha scritto alcune cose molto, ma molto sagge e in particolar modo semplici.

Should governments feel it necessary to take direct actions to alleviate debt burdens, it is crucial that they understand one thing beforehand. If asset prices are unrealistically high, they must eventually fall. If saving rates are unrealistically low, they must rise. And if debts cannot be serviced, they must be written off. Trying to deny this through the use of gimmicks and palliatives will only make things worse in the end.

...azioni dirette a ridurre gli oneri del debito, una cosa fondamentale da comprendere in anticipo. Se i prezzi degli assets sono irrealisticamente alti, prima o poi devo cadere, se itassi di risparmio sono irrealisticamente bassi, prima o poi devono salire e cercare di negare ciò attraverso l'uso di espedienti e palliativi non serve ad altro che a peggiorare le cose.

Dopo la debitomania, la casamania, la creditomania, la bubblemania, prima o poi arriva sempre come la storia insegnala debito fobia, la casafobia, la creditofobia e la bubble fobia nonostante tutti gli sforzi dei governi e delle banche centrali per far tornare le manie fine a se stesse. Gli esaltati illuminati in questi anni hanno pensato bene di creare una bolla dietro l'altra per cancellare, la precedente, con il risultato che ora ne stiamo pagando le conseguenze, la nuova era di una deflazione glaciale accompagnerà l'economia nei prossimi anni, e non è detto che sia particolarmente glaciale.

Recentemente White ha messo in guardia da una lunga "lost decade" americana, come ipotesi migliore, frutto di una seconda ondata della madre di tutte le crisi.

Nell' analisi dal titolo " DEFLAZIONE,UNA RIVOLUZIONE COPERNICANA " abbiamo visto cosa significhi una deflazione del credito, un sostanziale squlibrio sistemico nella gestione della massa monetaria, che io considero una nemesi difficilmente inarrestabile.

Un anonimo nel post di venerdi ha scritto:

" Un caro amico, ricercatore di scienze economiche in una nota università, mi ha detto ieri sera che i dati sugli aggregati monetari (che sono il suo pane quotidiano) non promettono niente di buono: le nubi, minacciose, incombono. "

Chissà, forse esagera anche lui, forse esageriamo tutti, ma alle volte e in questo nostro viaggio, spesso, non si sbaglia quasi mai ad esagerare. Ho sentito per anni e secoli sussurrare che l'attività di intermediazione, non è redditizia, che le grandi banche devono vivere anche di trading, perchè se no raccolgono briciole dalla forbice dei tassi, figurarsi ora che tutti hanno paura di tutto, parlo di America, ma parlo anche di Italia.

Chissà che ne pensa il grande esperto di deflazione, Bernanke, ma forse più che ad un presidente della Federal Reserve riconfermato per non turbare l'illusione infinita, bisognerebbe chiederlo ad Yanet Yellen, governatrice della Federal Reserve, che da mesi esterna il suo timore per la persistente e incisiva deflazione in atto.

Tra poco daremo un'occhiata ai papers che girano sul sito della Fed di San Francisco, una novità che i lettori di Icebergfinanza, ben conoscono.

Nel frattempo Obama.....

(ANSA) - NEW YORK, 20 SET - Barack Obama e' certo che la crescita economica stia ripartendo. Ma sul fronte del mercato del lavoro la ripresa e' lenta, ha avvertito. Secondo il presidente Usa, i posti di lavoro creati potrebbero risultare insufficienti fino al 2010. 'Voglio essere assolutamente chiaro -ha detto- la situazione sul mercato del lavoro non progredira' in maniera significativa, e potrebbe addirittura un poco peggiorare nei prossimi due mesi'. Obama non ha voluto dire se a suo avviso la recessione e' finita.

Ecco quindi spiegato perchè mentre gli abitanti del paese delle meraviglie vi facevano scoprire le meraviglie dell' EMPIRE STATE di New York e del PHILLY di Philadelphia, indici di riferimento manifatturiero, io esploravo i dati relativi all'occupazione, segnalandovi la loro continua negatività, ma si sa esagero, in fondo è un indicatore ritardato.

Anche quello del BLS è un indicatore ritardato quello che testimonia come molti stati americani ormai abbiamo superato abbondantemente l'asticella del 10 % nella disoccupazione, con il Michigan terra promessa dell'auto salito sino al 15,2 % seguot dal Nevada e dalla California. A Detroit (DETROIT.SN - notizie) si supera addirittura il tasso globale della sottoccupazione, arrivando sino al 17,3 %, mentre a New York è raddoppiata salendo sopra il 10 %.

C'è poi un'altra questione sulla quale ovviamente continuo ad esagarare per i figli dell'ottimismo di maniera, quelli che negli ultimi mesi si sentono portatori di un nuovo mondo possibile, senza consumi, senza occupazione, senza investimenti, figli del ciclo delle scorte, degli inventari, del sostegno ad oltranza governativo, indefinito, perpetuo.

E' quella relativa ai mutui ARMS........ La gente comune pensa che sarà una nuova crisi nazionale, scrive il San Francisco Chronicle, no solo in alcune zone come la California dove si vede una concentrazione di questi mutui.

First American (NYSE: FAF - notizie) shows more than 54,000 option ARMs issued here with a value of about $30.9 billion. Fitch shows more than 47,000 option ARMs here with a value of about $28 billion. Both say their data underestimate the totals. (...)

Trenta miliardi di dollari, l'innesco di una bomba ad orologeria

"The average option ARM borrower is significantly underwater, so much that they don't think they'll get out," Sirotic said. On average nationwide, option ARM borrowers owe is 126 percent of their home's value, based on depreciation and not including the effects of negative amortization, Sirotic said.

Infine un'ultima considerazione a favore di una nuova ondata di deflazione, una considerazione che proviene non solo dalle dinamiche future che ci aspettano ma in particolar modo da quella misteriosa sensazione che negli ambienti accademici mondiali si stia incominciando a parlare troppo di tasso di interesse negativo, l'unico modo per fare uscire l'economia dalla spirale della deflazione.

Ormai non ci sono più dubbi, ne abbiamo già parlato in un recente post, GRANDI ESPERIMENTI ma quello che nei laboratori politici economici mondiali è in atto, è il più grande esperimento finanziario ed economico, mai tentato nella storia della moneta.

Da William Buiter, ex banchiere centrale inglese a Greg Mankiw consigliere economico di Bush, dalla banca centrale svedese sino alla Federal Reserve di San Francisco di Yanet Yellen, l'opzione tassi negativi è sul tavolo della grande crisi.

Tassi nominali negativi in fondo sono fattibili, lo ha fatto la banca centrale svedese, depositi 100 e dopo un anno ritiri 99,75. Il che sembrerebbe uno scherzo, infatti costringerebbe chiunque a detenere liquidità senza investire o affidare i propri risparmi. Senonchè una mattina ci potremmo svegliare e scoprire che la BCE ha deciso di tassare i conti correnti o magari attuare un prestito forzoso.

Attenzione però perché stiamo parlando di tassi che le banche pagano per detenere liquidità presso la banca centrale, il che equivarrebbe a cercare di costringere le banche a fornire credito alle famiglie o alle imprese, piuttosto che subire un'erosione dei depositi.

Qualcuno dirà quindi che se oggi stipulo un mutuo di 100 euro tra qualche anno con i tassi negativi ne dovrò rimborsare di meno, ma questa ipotesi non è realistica, chi mai presterebbe soldi per vedersene restituiti meno della somma iniziale? A questo punto con i tassi negativi, qualunque politica di quantitative easing, ovvero di stampa di denaro verrebbe spazzata via da capitali che scompaiono dal mercato e quindi vengono tesaurizzati.

Certo che se, come oggi le banche centrali sostengono, i tassi resteranno per lungo tempo a zero, sarà possibile in caso di ripresa reale assistere a tassi reali negativi, ovvero tassi che incorporano l'inflazione delle aspettative.

L'idea di uno degli allunni di Mankiw di ricorrere alla messa fuori corso di banconote in circolazione, che nelle loro serie terminano per numeri pari o dispari a sorpresa, è semplicemente demenzial,e anche se nella realtà potrebbe indurre una perdita di valore della moneta di un percentuale pari al numero di monete con lettera e importo corrispondente a quello messo fuori corso.

La soluzione che si prospetta invece in un articolo della Fed di San Francisco di una Yanet Yellen estremamente preoccupata del rischio di una deflazione strisciante nei prossimi anni, è una versione più accademica, un misto di tassi di interesse negativi all'interno della cosiddetta “Taylor Rule” .

Taylor dimostra come le autorità abbiano erroneamente attribuito l'aumento dei tassi d'interesse nei mercati monetari ad una carenza di liquidità, anziché all'eccesso di asset a rischio, con la conseguenza di concentrare i propri interventi sulla liquidità piuttosto che sul rischio, causando così il prolungamento della crisi. L'errata diagnosi ha portato ad applicare una cura sbagliata.
Come fare affinché nulla di quanto accaduto possa ripetersi? Al centro della proposta di Taylor c'è ovviamente la “Taylor rule”, la buona prassi di politica monetaria che proprio da lui ha preso il nome. Il messaggio del libro, lo spiega Oscar Giannino nella sua introduzione: “Una volta e mezza il tasso d'inflazione, metà della differenza tra prodotto attuale e potenziale, più uno. Se le banche centrali si attenessero a questa regola nel fissare i tassi, inflazione e crescita non sarebbero instabili. Con politiche monetarie prevedibili, meno discrezionali e rischiose, come ammoniva Milton Friedman. Tra 2002 e 2004 Alan Greenspan si è allontanato da tale criterio, anche di 200 o 250 punti base. Tutti ne paghiamo le conseguenze. Non è il mercato, ma il regolatore ad aver sbagliato”.

Si potrebbe infine tassare i depositi e le riserve delle banche per costringerle a sostenere l'economia reale, e quindi far riprendere la velocità di circolazione della moneta, provocando inflazione, ma come spesso ho suggerito, oggi il cavallo non ne vuol più sapere di bere e la storia ci sussurra che dopo la debito mania arriva la debito fobia.

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