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Ravennanotizie.it 18 Settembre 2009
Le ripercussioni della crisi sul settore del commercio sono esaminate da Gianluca Gasperoni, presidente comunale della Confersercenti, in una nota inviata oggi al sindaco e agli assessori comunali al commercio e al bilancio.
"L'andamento del settore commerciale - spiega Gasperoni - anche nel nostro Comune risente della situazione generale dell'economia sia in termini reali (calo dei consumi, fatturati mediamente in calo, minor occupazione, sfiducia pervasiva, punte più accentuate in alcune aree, crisi di altri settori) che di percezione.
Lo stesso numero delle imprese complessivamente del commercio nel Comune, come evidenzia il Registro Imprese della Camera di Commercio, negli ultimi 9 mesi è negativo e testimonia ulteriormente lo stato di difficoltà.
Da gennaio a fine giugno 2009 il settore del commercio nel comune ha un saldo di - 28 aziende (tra cessate ed iscritte), mentre nel turismo è di -4.
L'ultimo trimestre del 2008 si era chiuso con -41 nel commercio e - 11 nel turismo. Oltre alla quantità sottolineiamo che si deve guardare anche alla qualità e alle modifiche intervenute (es. tra un negozio storico che chiude e un bazar che si apre o alle centinaia di itineranti senza posto fisso).
Il peso degli affitti che coinvolge un numero significativo di aziende e le difficoltà di accesso al credito fanno il resto e contribuiscono a mettere a dura prova il settore e in particolare le piccole e medie aziende con tutte le conseguenze economiche e sociali che questo comporta.
Se da un lato servono misure nazionali e non solo per sostenere l'economia e i consumi e in tal senso la nostra associazione ha proposto un nuovo patto triennale anticrisi al Governo su tre necessità immediate (fisco, credito, detassazione tredicesima e recupero fiscal drag su tutti i redditi), dall'altro anche a livello locale sono necessarie alcune misure atte a sostenere le imprese in difficoltà nel settore, così come del resto sta avvenendo in vario modo in altre realtà locali.
Analogamente a quanto è stato messo in atto in via straordinaria per i lavoratori (con la possibilità di adire alla cassa integrazione in deroga anche [finalmente!] nelle piccole imprese) ora servono nuove iniziative di sostegno anche verso le imprese.
Se in generale i dati su arrivi e presenze nel nostro Comune sono mediamente positivi e comunque in controtendenza rispetto a difficoltà molto marcate di molte città italiane invitiamo i responsabili politici e gli amministratori a mettere a fianco delle loro valutazioni sull'andamento dell'economia locale il dato sui bilanci delle imprese commerciali e turistiche. E allora si scoprirà che i canoni di locazione, le spese bancarie, i costi amministrativi, i tributi locali, le tasse, ecc... rappresentano una quota ormai proibitiva per la economicità e la tenuta delle nostre imprese; imprese che devono fronteggiare peraltro una tendenza globale volta al contenimento dei prezzi.
Fermo restando l'importante sostegno alla Cooperativa di Garanzia (che aumenta le garanzie per i prestiti, ancor più indispensabile in questo momento di difficoltà dove crescono le istanze di consolidamento rispetto agli investimenti) e i progetti di valorizzazione commerciale previsti ed in itinere, la Confesercenti chiede all'Amministrazione Comunale previo un confronto di merito, di mettere in campo nuove e straordinarie misure utili nel breve periodo come segnale concreto di attenzione e soprattutto a fronteggiare il momento difficile e di interesse comunque generale. Ne ipotizziamo alcune:
· lavorare per un accordo con le associazioni dei proprietari per rendere più flessibile il contratto di affitto evitando aumenti e ricercando forme di compensazione/incentivo;
· ridurre (come prevede il D.lgs 114-Bersani) l'imposizione locale sulle attività ubicate nelle località sotto ai 3.000 a partire da suolo pubblico e dai rifiuti;
· riduzione della tassa sull'occupazione di suolo pubblico per gli operatori su aree pubbliche e per gli esercizi che animano il territorio, in particolare riducendola ulteriormente a chi adotterà i nuovi dehors così come previsto dal nuovo regolamento;
· si richiede l'esenzione dai tributi locali nelle aree interessate da lavori e cantieri;
· incentivi per i negozi di vicinato che si mettono in rete e che implementano funzioni aggiuntive e di servizio;
· incentivare meccanismi pubblicitari a favore dei piccoli esercizi,
· tariffe agevolate per i parcheggi delle auto degli operatori e sconti ai clienti sulla sosta;
· orari dei servizi pubblici, a partire da quelli per l'infanzia, che tengano conto delle caratteristiche e delle condizioni del lavoro autonomo.
Nella discussione sul momento che vive il paese si corre spesso in alcune sedi il rischio di dimenticare o comunque mettere in second'ordine i problemi che vive la realtà del lavoro autonomo, fatta di cittadini e persone in carne ed ossa che rischiano e si danno da fare tutto il giorno, svolgendo anche una funzione sociale e di vivibilità.
Ed è bene che le istituzioni tutte se ne facciano carico e trovino con le Associazioni utili punti di sintesi anche verificando sul campo le situazioni più critiche.
In questa direzione è opportuno coinvolgere anche Provincia e Camera di Commercio, così come serve mantenere un confronto ravvicinato e comune con gli Istituti di credito per monitorare l'andamento delle pratiche e soprattutto le condizioni e le disponibilità di credito.
Non riprendiamo in questa sede tutti i temi di carattere generale che riguardano il settore, in primis quello decisivo della pianificazione commerciale e su cui abbiamo inoltrato nei giorni scorsi unitariamente le osservazioni formali, affinchè il piano ultimo approvato dalla Provincia sulle nuove e grandi strutture sia modificato radicalmente e riparametrato ai bisogni effettivi del territorio.
Questo sarebbe un altro segnale di forte attenzione per non squilibrare il settore a favore della grande distribuzione.
Non debba risultare una provocazione ma riteniamo che alla luce dell'insuccesso si debbano riversare la risorse dedicate all'iniziativa BravaRavenna al sostegno delle nostre richieste. E' segno di onestà intelletuale e di intelligenza politica riconoscere quando le cose non vanno come si auspicavano".
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