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Visualizza articolo: Scuola, il Pd denuncia tagli pesanti: otto miliardi nei prossimi tre anni

ROMA : Corriere.com 16 Settembre 2009

La sinistra al fianco dei precari chiede nuove risorse- Tagli indiscriminati, licenziamenti di massa dei precari, più alunni per classe, istituti senza soldi per il funzionamento quotidiano: la scuola italiana è allo sfascio. Lo denuncia il Pd che ieri, in una conferenza stampa, ha avanzato un pacchetto di richieste per rilanciare il settore. Richieste che includono l’abolizione dei tagli previsti dalla legge 133, un’indennità di disoccupazione per due anni ai precari a cui non sarà rinnovato il contratto, la definizione degli accordi regionali per il precariato in sede di Conferenza unificata e Stato-Regioni, l’abolizione delle norme sul maestro unico e il ripristino delle compresenze, libri gratuiti per i 10 anni della scuola dell’obbligo, un piano di aggiornamento in servizio dei docenti e una riforma «partecipata» della scuola superiore. «Tagliare nel mondo della scuola è una specie di suicidio collettivo» ha spiegato, in una conferenza stampa tenuta ieri assieme a Giuseppe Fioroni, il segretario del Pd, Dario Franceschini ricordando che le politiche dell’istruzione targate Berlusconi prevedono 8 miliardi di tagli in tre anni con 132.000 posti di lavoro in meno. «La Gelmini ha chiesto più volte alla scuola di essere seria. È una richiesta condivisibile, ma - ha osservato Fioroni - è necessario che anche il Governo sia serio. Le famiglie italiane hanno bocciato il modello del maestro unico, non si dica il contrario. E il tempo pieno non esiste più: si è inaugurata la stagione del dopo-scuola, un parcheggio per i figli e niente altro». Non solo. «Hanno trasformato i maestri specialisti, per legge, in tuttologi e gli insegnanti unici di riferimento dovranno insegnare anche l’inglese dopo solo 150 ore di formazione. Altro che inglese potenziato!». Dopo aver sottolineato la necessità di una riforma delle superiori partecipata («è impossibile farla senza una riqualificazione e un aggiornamento delle risorse umane e senza realizzare laboratori»), il responsabile Educazione del Pd ha quindi stigmatizzato le dichiarazioni del ministro Gelmini sui docenti che invece d’insegnare fanno politica.

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