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Visualizza articolo: Rimor. Contratto di solidarietà per 250 dipendenti

Siena News 10 Settembre 2009

Nonostante i presunti segnali di ripresa, che a fasi alterne economisti più o meno accreditati si affannano quotidianamente ad annunciare, l’amara realtà con cui i lavoratori metalmeccanici senesi stanno facendo i conti è il perdurare del ricorso alla cassa integrazione e la preoccupante impennata dei licenziamenti specialmente nelle piccole aziende.

E’ proprio per evitare di perdere ulteriori posti di lavoro che alla RIMOR, azienda storica nella produzione di camper con sede a Poggibonsi e a Radicofani, che sta risentendo come tutte le aziende del settore di un forte calo degli ordinativi, è stato raggiunto un accordo sindacale per un contratto di solidarietà.

In sintesi l’accordo, che nei prossimi giorni sarà valutato dall’assemblea dei lavoratori, prevede che per un anno tutti i 250 dipendenti attualmente occupati, senza distinzioni fra operai e impiegati, passeranno dalle attuali 40 ore settimanali ad un minimo, nei momenti di maggiore flessione, di 28 ore; riduzione di orario che verosimilmente non dovrebbe comunque andare oltre ad un giorno di chiusura settimanale.
Soluzione non solo equa in un periodo di difficoltà generale, ma anche la meno penalizzante il reddito dei lavoratori; infatti, grazie all’integrazione a carico dell’Inps prevista per questo ammortizzatore sociale, a fronte di 32 ore di lavoro settimanali i dipendenti avranno comunque uno stipendio pari a circa 38 ore e mezzo.

Le costruttive relazioni sindacali tra FIOM CGIL - FIM CISL - RSU da una parte e Direzione aziendale della Rimor Autocaravans dall’altra hanno consentito questo importantissimo risultato; risultato che ora ci aspettiamo sia guardato con crescente interesse dalle Associazioni datoriali e da quelle aziende che fino a qualche tempo fa disdegnavano a priori questo tipo di soluzione.

Questo accordo è la dimostrazione pratica che è possibile fermare l’emorragia occupazionale in atto che con troppa disinvoltura molte aziende ritengono inevitabile.
Ciò che spesso denotiamo nel comportamento delle imprese è una scarsa conoscenza di tutti gli strumenti a disposizione per superare la crisi, a cominciare proprio dal contratto di solidarietà che ad oggi rappresenta la migliore risposta a garanzia dei posti di lavoro e del reddito dei lavoratori, consentendo alle aziende di mantenere tutte le professionalità così da poter rispondere prontamente nel momento in cui il mercato darà effettivi segnali di ripresa.

Se è vero che la crisi per essere superata richiede senso di responsabilità e collaborazione fra tutti i soggetti di rappresentanza sociale, questo accordo risponde appieno a questo indirizzo ed inoltre il termine “solidarietà”, ritenuto spesso desueto, anacronistico ed appartenente ad una certa retorica dialettica, ritrova finalmente la sua giusta collocazione.

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