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Visualizza articolo: Contratto per i metalmeccanici

RaiNews24 10 Settembre 2009

Al via oggi il negoziato tra sindacati e Federmeccanica per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. I sindacati si presentano con piattaforme separate.

Sul tavolo
Fim e Uilm chiedono tempi stretti e dicono no a qualsiasi ipotesi di moratoria degli aumenti per il prossimo anno. La Cgil rilancia un accordo ponte solo sul salario per non incrementare ulteriori divisioni tra i sindacati e per riuscire a gestire al meglio la crisi. Per Federmeccanica l'obiettivo è chiudere al più tardi entro la
scadenza di dicembre.

Intesa alla Chn
Ieri notte intanto è stato firmato un accordo per un anno di cassa integrazione
straordinaria per crisi aziendale (e non per cessazione delle attività) per i 434 dipendenti della Cnh Italia di Imola, azienda del gruppo Fiat che realizza macchine per il movimento terra, e per la quale era stata annunciata la chiusura.

Con l'accordo, siglato a Roma al tavolo convocato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e dopo un pomeriggio di intense trattative, si concedono all'azienda un anno di tempo per individuare nuove opportunità per la reindustrializzazione del sito di Imola e ai lavoratori la possibilita' di mantenere il posto di lavoro. Per la Fiat erano
presenti Ernesto Auci, responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Fiat spa e Paolo Rebaudengo, direttore delle relazioni industriali Gruppo Fiat. spa Presente anche l'amministratore delegato della Cnh Italia, Vincenzo Retus. Presente il governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, e una folta delegazione di rappresentanti dei
sindacati dei metalmeccanici, tra cui Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm, Bruno Vitali, segretario nazionale Fim Cisl, nonche' Ugl e Fismic.

"Con questa trattativa -ha dichiarato Enzo Masini della Fiom Cgil- si raggiungono nell'immediato due risultati: il primo è che la Fiat manterrà le produzioni del
movimento terra in Italia e questo, in una situazione cosi' complicata e' un risultato importante, il secondo e' che sullo stabilimento di Imola si esce dalla logica della chiusura, della fuga da questa realtà'. "Ora -ha concluso- si potrà costruire, anche se
occorrera' un po' di tempo, una soluzione di natura industriale".

Anche per il segretario nazionale della Fim Cisl, Bruno Vitali, si è trattato di un "accordo positivo che, pero', si poteva fare prima". "Arriva dopo troppi mesi di lotta -ha detto- tuttavia e' una base di partenza, una premessa per costruire una soluzione industriale e occupazionale. La strada è comunque ancora in salita".

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