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Visualizza articolo: La crisi brucia altri 204mila posti: occupazione in calo dopo 14 anni

Panorama.it 19 Giugno 2009

La crisi economica brucia altri 204 mila posti di lavoro nel primo trimestre del 2009. Secondo l’Istat (qui il documento integrale in .pdf) il primo trimestre c’è stata una diminuzione di 0,9 in percentuale rispetto allo stesso periodo del 2008. Il dato risente della diminuzione dei posti di lavoro degli italiani di 426 mila unità e del complessivo aumento dell’occupazione degli stranieri che raggiunge quota 222 mila.

Si riduce al 57,4% il tasso di occupazione
Il risultato, spiega ancora l’istituto di statistica, trova ragione nella caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende di nove decimi di punto rispetto al primo trimestre 2008, portandosi al 57,4%. Il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quinto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.982.000 unità, con un incremento del 12,5 per cento nei confronti del primo trimestre 2008.

Il tasso dei disoccupati è il più alto dal 2005
Il tasso di disoccupazione passa dal 7,1% del primo trimestre 2008 all’attuale 7,9%. Rispetto al quarto trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione aumenta di tre decimi di punto, dal 7% al 7,3%. Il tasso di senza lavoro e’ il più alto dal 2005.

Dinamismo al Nord e al Centro, arretra il Mezzogiorno
L’indicatore si posiziona al 30,7 per cento nel Nord e al 33,1 per cento nel Centro, in entrambi i casi sostanzialmente stabile rispetto a un anno prima. Nel Mezzogiorno
invece il tasso di inattività registra un significativo incremento (dal 47,9 per cento del primo trimestre 2008 al 48,8 per cento) al quale contribuiscono entrambe le componenti di genere.Il tasso di inattivita’ femminile nelle regioni meridionali rimane pertanto particolarmente elevato e pari al 63,7 per cento.

Sacconi: meno peggio del temuto
Attenzione, ma nessun allarme da parte del governo. Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, “Il dato indica quello che sappiamo: una contrazione del lavoro ma in misura minore di quanto potevamo temere”.
“Il 7,9% dell’Italia” ha aggiunto Sacconi “ci deve preoccupare ma va anche paragonato ad una crisi globale che vede negli altri Paesi cifre più alte. Solo pochi anni fa la disoccupazione da noi era al 12,5%. Ovviamente questo costituisce un motivo di preoccupazione, per questo siamo impegnati a rafforzare la ’cassetta degli attrezzì per affrontare questa situazione”. La strada da percorrere, ha aggiunto, “È valorizzare i contratti di apprendistato da parte delle Regioni e le imprese devono utilizzarle. Per questo il Governo quanto prima rafforzerà la propria ‘cassetta degli attrezzi’ a ridare ad un ‘patto Stato-Regioni’ sulla formazione”. Sacconi ha aggiunto che “bisogna incentivare a rimanere nell’ambiente lavorativo, per questo stiamo pensando ad un premio di occupabilità”.

Damiano: in autunno brutte sorprese
Di tutt’altro avviso l’opposizione: “Un nuovo allarme viene dall’Istat: per la prima volta, dopo 14 anni, l’occupazione è in calo in Italia” ha evidenziato il responsabile lavoro del Pd, Cesare Damiano. “Tutte le associazioni del lavoro e dell’impresa, oltre che gli osservatori più attendibili, sono concordi nel ritenere che l’autunno ci riserverà purtroppo brutte sorprese. Il tempo per agire prima dell’estate è breve e il governo continua a barcamenarsi tra false illusioni e silenzi imbarazzanti”. Sul fronte sindacale c’è preoccupazione ma non allarmismo. Per la leader dell’Ugl, Renata Polverini, è necessario un confronto con il Governo per fermare questa emorragia, mentre per Giorgio Santini della Cisl, non c’è il temuto crollo anche se preoccupa il dato sui giovani.

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