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Kataweb 06 Giugno 2009
No alla riforma degli ammortizzatori sociali perché significherebbe incentivare i licenziamenti e ridurre la capacità produttiva del Paese.
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, non ha dubbi: non è questa la strada da percorrere. “La parola chiave — afferma Angeletti in un’intervista all’AGI — è non finanziare la disoccupazione ma l’occupazione”. In questo momento per il numero uno della Uil “bisogna avere un’idea chiara su cosa serve all’economia. Il rischio che corriamo e che bisogna evitare — avverte — è questo: che centinaia e migliaia di imprese possano fare questo ragionamento, la crisi potrebbe essere molto lunga quindi licenziamo delle persone e diventiamo un pò più piccoli perché c’è meno lavoro e poi vedremo”.
Per Angeletti questa sarebbe una “scelta catastrofica” perché porterebbe all’aumento del numero di persone senza lavoro da una parte e dall’altra le imprese diventerebbero più piccole e con minore capacità produttiva “dunque si ridurrebbe il potenziale economico del Paese a tutti i livelli”. Ci vuole invece tutto il contrario ossia, spiega il dirigente sindacale. “finanziare l’occupazione e non la disoccupazione”. “Lo Stato — afferma — deve finanziare le imprese per il mantenimento del rapporto di lavoro, ad esempio con la moratoria sui licenziamenti oppure finanziando la cig e allargandola ai tutti i settori che non ce l’hanno, come in parte il governo ha già fatto.
Con gli stessi soldi dell’indennità di disoccupazione — continua — si dà un premio all’aziende per mantenere le persone sul posto di lavoro”. E se da una parte serve una politica di credito cioé “ridare i soldi alle imprese per evitare che si scoraggino”, sul tema ammortizzatori “dare l’indennità di disoccupazione significa finanziare e incoraggiare i licenziamenti mentre bisogna fare l’opposto. Abbiamo una crisi di domanda, si comprano meno beni e servizi, quindi noi dobbiamo fare in modo che il potenziale produttivo non diminuisca”. No alla riforma degli ammortizzatori dunque: “Non è necessario e noi non l’abbiamo mai chiesta. Soprattutto in questo momento di crisi avrebbe un costo molto alto, sarebbero soldi buttati al vento e la cosa drammatica è che noi diventeremo un Paese più piccolo”.
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