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Torino,(Labitalia) 04 Giugno 2009
- Insorgono i sindacati italiani e belgi dopo il licenziamento di 26 operai deciso dall’Italian Automotive Center, la filiale Fiat di Bruxelles. “E’ la quarta volta che la Fiat pone in atto una ristrutturazione senza aver presentato ai sindacati un piano industriale sul proprio futuro”, spiega Manuel Castro, presidente di MWB, il sindacato dei metalmeccanici della Vallonia e della regione di Bruxelles, intervenuto nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Torino nella sede della Fiom-Cgil. Secondo la principale organizzazione di categoria delle zone francofone del Belgio, la Fiat “avrebbe usato una pratica scorretta azzerando il suo ruolo sociale e macchiando la sua immagine”. “L’azienda si è messa nelle mani di un gruppo di avvocati noti per l’aggressiva politica antisindacale - conclude Castro - così si sprecano grosse quantità di denaro, molto di più di quelle che poteva utilizzare per un ragionevole accordo e una ristrutturazione condivisa”. Preoccupazione è stata espressa anche dalla Fiom-Cgil: “La Fiat si rifiuta di trattare nonostante l’intervento del ministro del Lavoro belga - commenta Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della federazione - l’azienda vuole procedere con un’imposizione delle proprie volontà arrecando un danno ingiusto a 26 famiglie belghe”. “In un momento in cui la Fiat sta rafforzando il suo carattere multinazionale, l’inaccettabile comportamento tenuto in Belgio è un pessimo biglietto da visita per l’opinione pubblica d’Europa e del mondo - conclude il sindacalista - chiediamo alla casa torinese di tornare sui suoi passi e di sedersi al tavolo delle trattative con la MWB”.
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