Opportunità OrientamentoOpportunità FormazioneOpportunità Lavoro
Resta collegato
 

Il lavoro che c'é - Avanade cerca 120 profili junior e con esperienza: sviluppatori, solutions architect e project manager. E l'obiettivo 2014 é inserire il 30% di donne

Il Sole 24 Ore - 06 Giugno 2014

Circa 120 profili, alcuni junior e altri con esperienza, da inserire nei prossimi mesi come sviluppatori, solutions architect e project manager. Sono le ricerche che avvierà durante il prossimo anno fiscale (dal primo settembre 2014 al 30 agosto 2015) Avanade , la società di consulenza nata nel 2000 come joint venture tra Accenture e Microsoft. Avanade, con i suoi 650 dipendenti italiani suddivisi tra le cinque sedi di Milano, Roma, Firenze, Siena e Torino, aiuta i suoi clienti (grandi aziende) nella gestione dei software Microsoft utili nei processi aziendali.
Le figure perciò più ricercate sono gli sviluppatori. «Nel corso del prossimo anno fiscale avremo bisogno di circa 60 giovani sviluppatori - racconta Stefano Angilella, direttore del personale di Avanade Italy. «Dunque brillanti neolaureati in materie tecniche: informatica, ingegneria informatica, elettrica o elettronica». Per loro il contratto previsto è quello di apprendistato, preceduto da un breve periodo di stage della durata di poche settimane (con rimborso spese di 800 euro netti al mese) durante il quale i giovani saranno formati attraverso lezioni d'aula. All'inizio dell'apprendistato, poi, la formazione continuerà attraverso un affiancamento progressivo a consulenti con esperienza. «I corsi di formazione sono tenuti in inglese - spiega Angilella - Lingua che è, per altro, quella con cui lavoriamo. Dunque cerchiamo giovani che la conoscano perfettamente. La conoscenza di una seconda lingua straniera può essere ben valutata ma non è necessaria. Guardiamo piuttosto ad alcune caratteristiche personali per noi importanti: capacità di lavorare in gruppo, visto che siamo consulenti, di guardare oltre, doti di leadership e disponibilità alle trasferte».
Facile trovare questi profili? «Non lo è. L'università italiana fornisce una buona preparazione di base. I ragazzi, però, escono dalle aule con troppe lacune linguistiche e, soprattutto, non sono formati sulle competenze tecnologiche che cerchiamo. Nella maggior parte degli atenei, per esempio, s'insegna a utilizzare piattaforme open source o molto datate. Per questo motivo formiamo i neolaureati sulle tecnologie che ci servono. Questo non ci spaventa, lo facciamo da anni. Rimane il fatto che la preparazione universitaria non è completamente in linea con le richieste di molte aziende».
Secondo gruppo di profili ricercati da Avanade: circa 40 sviluppatori senior, con lo stesso percorso d'istruzione dei junior ma con esperienza da due a sette anni. Terzo gruppo: una ventina tra solutions architect, cioè chi disegna l'architettura del sistema informatico, e project manager. «Sono sempre professionisti con un background tecnico - spiega Stefano Angilella, - ma con esperienza intorno ai sette anni". Secondo e terzo gruppo saranno inquadrati a tempo indeterminato».
Differente il processo di selezione a seconda del tipo di profilo: «I più giovani devono in genere superare un fase di assessment di gruppo, un colloquio con le risorse umane e uno, più tecnico, con un consulente dell'azienda - spiega Stefano Angilella -Gli altri, invece, sostengono un incontro motivazionale con le risorse umane durante il quale si valuta la conoscenza della lingua inglese; un secondo colloquio tecnico con un consulente; un terzo con un manager e, nel caso dei profili più alti, anche uno con la general manager».
Grande attenzione, dicono dall'azienda (guidata in Italia da una manager donna, Anna Di Silverio), è rivolta alle figure femminili. «Già quest'anno, delle 70 persone assunte, circa il 25% è composto da donne. Non una percentuale altissima, anche perché, purtroppo, i laureati in materie tecniche sono ancora prevalentemente maschi. Nel prossimo anno, comunque, vorremmo riuscire a inserire una quota rosa di almeno il 30% delle nuove assunzioni».

Le donne hanno un punto di vista diverso dagli uomini, è convinto Stefano Angilella. «Riteniamo che la pluralità di punti di vista contribuisca alla creatività e quindi alla crescita di un'azienda». Quali politiche per incentivare dunque il lavoro femminile? «Favoriamo la flessibilità dell'orario di lavoro e, quando è possibile, attività di consulenza anche dalla nostra sede per evitare troppe trasferte. Sono interventi, comunque, rivolti in egual misura a tutti i dipendenti, uomini e donne». Infine Avanade organizza programmi di mentoring rivolti alle donne più giovani entrate in azienda.

Pagina di 1

Inserisci un commento:

Commenti (1-0 su 0):